Nude per l’assassino

Nude per l’assassino
Un film di Andrea Bianchi. Con Femi Benussi, Nino Castelnuovo, Edwige Fenech, Erna Schurer, Solvi Stubing, Franco Diogene
Drammatico, durata 93 min.
Italia 1975

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Una modella milanese muore a seguito di un aborto clandestino. Subito dopo la morte della ragazza una serie di misteriosi omicidi coinvolge tutti i lavoratori dell’atelier dove la ragazza lavorava. L’assassino, celato da un abbigliamento da motociclista, uccide con estrema violenza il fotografo della casa di moda, la proprietaria dell’atelier Gisella, suo marito Maurizio nonché diverse modelle. La polizia dovrà faticare molto prima d’individuare il colpevole.

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Gli Equilibristi

Gli equilibristi
Un film di Ivano De Matteo. Con Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Grazia Schiavo, Antonio Gerardi, Antonella Attili, Stefano Masciolini, Giorgio Gobbi, Francesca Antonelli, Damir Todorovic, Antonio Tallura, Daniele La Leggia, Pierluigi Misasi, Paola Tiziana Cruciani, Lupo De Matteo, Maurizio Casagrande, Rolando Ravello Drammatico, durata 100 min.
Italia 2012.

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Sui titoli di testa un amplesso clandestino, consumato in un archivio praticamente deserto, apre il film e introduce la trama. Per quel tradimento infatti si sfalda la famiglia al centro del racconto. Lui, 3impiegato del comune con 1.200Euro mensili, si trova a dover mantenere se stesso e la moglie che vive con i due figli. La situazione si fa di mese in mese sempre meno sostenibile e per non intaccare dignità e orgoglio con mancati pagamenti, a rimetterci è la qualità della vita che scende sempre di più fino ai limiti della tolleranza.
Quello che Ivano De Matteo fa compiere al suo protagonista è un viaggio dal benessere piccolo borghese fino alla povertà, intesa non solo come mancanza di denaro ma anche come perdita di umanità. Tutto avviene intorno alla maschera di Valerio 8Mastandrea, perfetta rappresentazione del tragicomico, attore di straordinario talento per la commedia e sguardo segnato da un’endemica e perenne tristezza. E su questi due registri si muove il film stesso, inizialmente appoggiato all’ironia del personaggio e del paesaggio (composto dall’umanità popolare romana) e con il procedere sempre più rassegnato al tragico. Il tono leggero e la possibilità di sdrammatizzare sono infatti caratteristiche che la storia volontariamente perde sempre di più a mano a mano che scema l’umanità stessa del suo protagonista, come se l’uno si accompagnasse all’altra.5
Senza far nulla per nasconderlo, Gli equilibristi cerca di costruire il suo percorso di disidratazione economica e umana sul modello aureo di Umberto D., di cui riprende alcuni elementi nel finale e la più generale idea di un personaggio in bilico tra necessità e dignità.
(Gabriele Niola per MyMovies)

 

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Rock The Kasbah

Rock the Kasbah
Un film di Barry Levinson
Con Bill Murray, Bruce Willis, Kate Hudson, Zooey Deschanel, Leem Lubany, Danny McBride, Scott Caan, Arian Moayed, Taylor Kinney, Beejan Land, Fahim Fazli
Titolo originale Rock the Kasbah
Commedia, Ratings: Kids+16, durata 116 min.
USA 2015.

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Richie Lanz, manager musicale sull’orlo del fallimento, intravede la possibilità di lanciare la sua ultima cliente, la trentenne Ronnie, nel corso di un tour per le forze armate americane in Afghanistan. Ma Ronnie se la svigna non appena messo piede a Kabul. Bloccato in terra straniera senza soldi e senza documenti, Richie s’imbatte casualmente in Salima, una ragazza di etnia pashtun dalla voce straordinaria, e decide di farla partecipare allo show televisivo Afghan Star, sfidando la sua cultura, il suo villaggio e soprattutto suo padre.2
L’idea, come già in Good Morning, Vietnam, di costruire un film attorno a un attore, non può non mancare di qualche pilastro in partenza, per quanto forte e “portante” sia la star in questione. Alla fine, però, Rock the Kasbah, che non è il miglior film di Barry Levinson né il peggiore di Bill Murray, si colloca su una medietà di risultato che non è per forza mediocrità. Ha un sapore d’altri tempi, tempi nei quali si poteva derogare alla verosimiglianza in nome dello spettacolo, era un modo di stare al gioco, d’altronde non si può candidare tutto all’Oscar e ogni tanto dovrebbe essere lecito potersi rilassare, con un po’ di salti di sceneggiatura e una visione schiettamente parziale e fantasiosa del Medio Oriente, com’è quella di Richie Lanz e del film di Levinson.
3Per dirla altrimenti, saremmo noi stessi un po’ talebani se ci mettessimo a tirare le pietre a Rock the Kasbah perché smacchietta a destra e a manca e passa dal comico al sentimentale senza mettersi i guanti; è più sincero ammettere che, nonostante tutto, c’è qualcosa di efficace nel suo umorismo da fine del mondo e qualcosa di toccante nella storia di un uomo che sopravvive ammantandosi di un passato mitico che è a sua volta mito e menzogna e trova un po’ di verità su se stesso solo dall’altra parte del pianeta, dove il villaggio che lo ospita è disposto a credere che “Smoke on the water” sia un canto tradizionale americano, per quanto bizzarro.
Il titolo, come talvolta accade, è emblematico dei pregi e dei difetti dell’insieme. Ispirato al singolo dei Clash (“Rock the Casbah”), probabilmente originato dal divieto allora apposto da Khomeini all’ascolto della musica rock in Iran, nelle analogie con la sua fonte non va oltre questa dubbia origine; per di più la kasba è tipicamente nordafricana e non afgana, come fa notare al protagonista la figlia Dree. 4Lo spirito del film è dunque qui: nell’indebita appropriazione musicale (Richie non ha scoperto Madonna, non ha scoperto nessuno) e in un’idea mitica e pregiudiziale, scollata dalla realtà, ennesima illusione di un’esistenza costruita sulle illusioni. Prendere o lasciare. Lascino gli scettici e i puristi, prendano i fan della simpatia di Bill Murray, qui nel ruolo di Richie Lanz, e della bellezza di Leem Lubany (rivelata da Omar). Troveranno anche un Bruce Willis meccanico ed esilarante e una Kate Hudson sorprendentemente capace.
(Marianna Cappi for MyMovies)

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La Bestia Uccide A Sangue Freddo

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La bestia uccide a sangue freddo4
Un film di Fernando Di Leo
Con Klaus Kinski, Margaret Lee, Rosalba Neri, Jane Garret, Gioia Desideri, Fernando Cerulli, John Karlsen, Monica Strebel, Ettore Geri, Carla Mancini
Thriller, durata 90 min.
Italia 1971.

Da notare la similitudine del film con la pellicola francese Traitement de choc (1973) di Alain Jessua, che condivide col film italiano l’ambientazione (una clinica di cura in Francia), le frequenti nudità femminili e la figura della donna ospite e spettatrice impotente in una luogo dove avvengono dei delitti; inoltre, tale film in Italia è stato distribuito col titolo L’uomo che uccideva a sangue freddo, un più che evidente richiamo al film di Fernando Di Leo.

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L’ennesimo litigio tra Hans e sua moglie Ruth contraddistingue il viaggio che l’uomo compie per rinchiudere la moglie nella clinica psichiatrica per sole donne del prof. Osterman. Ma nell’ospedale si aggira nottetempo un individuo incappucciato che, dopo aver attentato invano alla vita della ricca signora Cheryl Hume, decapita un’infermiera nel giardino, pugnala barbaramente Ruth nel suo letto, rinchiude un autista, reo di averlo disturbato, nella Vergine di Norimberga, massacra con una scure Anna, una ninfomane e colpisce con la freccia di un’antica balestra miss Pearl, affacciatasi alla finestra della camera dove stava consumando un rapporto saffico con l’infermiera Hilde. Il dottor Osterman e il suo imperscrutabile assistente dott. Francis Klay, cercano in qualche modo di arginare il diffondersi del panico nella clinica nascondendo temporaneamente l’entità della strage alla polizia, ma poi chiedono aiuto all’ispettore Korres che per acciuffare l’assassino organizza una trappola con Cheryl come esca. L’assassino è Harold Hume, marito di Cheryl, che intendeva ucciderla per ereditarne l’azienda. Questi, smascherato, nella sua fuga colpisce due poliziotti e, rifugiatosi nella stanza da letto delle infermiere, procede alla loro mattanza prima di venire finalmente ucciso da una scarica di proiettili.
(Wikipedia)

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Erotico Profondo

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Erotico profondo
Un film di Jesus Franco.
Con Klaus Kinski, Lina Romay, Joséphine Chaplin, Herbert Fux
Titolo originale Der Dirnenmörder von London
Horror, durata 104 min.
Germania 1976.

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Jack the Ripper è un film diretto nel 1976 dal regista spagnolo Jesús Franco, distribuito anche in Italia con il titolo Erotico profondo.
Il soggetto è basato sulla storia di Jack lo squartatore, ma la sceneggiatura è per lunghi tratti mutuata da Gritos en la noche, un film del 1961 diretto dallo stesso Franco, di cui Jack the Ripper può considerarsi una sorta di remake.
Tra le idee riprese dal film del 1961, c’è lo sdoppiamento della protagonista femminile, qui interpretata da Josephine Chaplin, che incarna la fidanzata dell’ispettore di polizia, il cui coraggio e la cui curiosità sono decisivi nella soluzione del caso, e insieme la madre dello squartatore, che egli vede in sogno.
(Wikipedia)

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V Per Vendetta

V per vendetta
Un film di James McTeigue
Con Hugo Weaving, Natalie Portman, Stephen Fry, Stephen Rea, John Hurt, Sinéad Cusack, Nicolas De Pruyssenaere, Eddie Marsan, Tim Pigott Smith, Rupert Graves, Roger Allam, Ben Miles, Natasha Wightman, John Standing, Clive Ashborn, Emma Field-Rayner
Titolo originale V for Vendetta
Fantascienza, durata 120 min. -
USA, Germania 2005.

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« Le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. »
(V durante il discorso televisivo)

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Il film è tratto dal romanzo grafico V for Vendetta, scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd, prodotto e adattato per il grande schermo dai fratelli Wachowski.
La storia è ambientata in un Regno Unito futuristico e distopico, divenuto una società totalitaria e militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell, guidato dall’Alto Cancelliere Adam Sutler. Vi si oppone un misterioso individuo, V, un rivoluzionario con il volto sempre coperto da una maschera di Guy Fawkes.
L’uscita del film, originariamente prevista per il 4 novembre 2005, fu posticipata per motivi di produzione al 17 marzo 2006. Il creatore del graphic novel Alan Moore, come nel caso di altre trasposizioni cinematografiche di sue opere (La vera storia di Jack lo squartatore, La leggenda degli uomini straordinari, Constantine e Watchmen), si è totalmente dissociato dalla produzione, ritenendosi molto deluso dal risultato finale della pellicola. Il disegnatore di V for Vendetta, David Lloyd, si è invece dichiarato soddisfatto del film.2
V for Vendetta è visto da molti gruppi politici come un’allegoria dell’oppressione da parte dei governi; libertari e anarchici lo hanno spesso usato per promuovere le proprie idee politiche. David Lloyd a questo proposito dichiarò che: “La maschera di Guy Fawkes ora è diventata un marchio collettivo e un’espressione conveniente da usare nelle proteste contro la tirannia – ed io sono felice che le persone la usino, sembra abbastanza unico che un’icona della cultura popolare sia usata in questa maniera”

Fra il 2005 ed il 2015 il Regno Unito e gran parte del resto del mondo hanno attraversato una fase bellica ed un periodo socio-politico instabile, con proteste civili che sfociavano spesso in guerriglie urbane. Nel 2015 un partito nazionalista, è riuscito a ottenere un largo consenso, utilizzando la paura come catalizzatore, organizzando attentati biologici (attribuiti a sedicenti “terroristi”), vincendo le elezioni politiche con successo; Adam Sutler si è fatto nominare Alto Cancelliere, instaurando un regime dittatoriale e totalitario, che perseguita gli oppositori politici e le minoranze (musulmani, ebrei, neri, omosessuali, ecc.).
Altri membri importanti del partito sono Peter Creedy, a capo della polizia segreta, che ambisce però a diventare il nuovo dittatore; Lewis Prothero, influente anchorman soprannominato “la Voce di Londra”; Dascombe, capo redazione della più importante emittente televisiva del Paese, e infine Eric Finch, ispettore capo della polizia di Londra che, seppur membro di “Fuoco Norreno” da ventisette anni, non ne condivide pienamente i metodi. Nel 2019 la Gran Bretagna è dunque stabilmente governata da un regime repressivo che tiene sotto scacco l’opinione pubblica e la vita degli individui grazie al controllo assoluto sui mass media e ad una spietata polizia segreta. Il risultato finale è la pace civile in cambio della perdita delle libertà individuali. Il popolo decide di accettare questo compromesso.
Poco tempo dopo tuttavia il sistema viene turbato dalle azioni di un misterioso uomo di ideologia anarchica, che si presenta solo con il nominativo di V. Egli si cela dietro la sorridente maschera di Guy Fawkes, cospiratore cattolico che nel 1605 cercò di far saltare in aria il parlamento inglese con un attentato sventato all’ultimo (congiura delle polveri).tumblr_mollm68cgg1rpp2fco4_400
V si rivela gradualmente come un uomo-cavia miracolosamente sopravvissuto a terrificanti esperimenti biologici condotti nei campi di concentramento prima della guerra civile (che gli hanno conferito forza e agilità fuori dal comune), rimanendo però con il corpo orribilmente ustionato in seguito ad un incendio, apparentemente da lui organizzato per evadere. Tali esperimenti, come lo stesso V rivelerà, erano serviti all’allora Sotto-consigliere Sutler per sviluppare armi biologiche (e loro antidoti) onde poter fomentare il terrore e lucrare su di esso.
Lungo il suo cammino V si imbatte nella giovane Evey Hammond, una ragazza orfana che per sopravvivere nasconde il suo odio profondo nei confronti dell’attuale governo (i suoi genitori erano dissidenti, mentre il fratello morì in un attacco biologico). Il primo incontro di V con Evey avviene nella sera del 4 novembre 2019, quando V salva la ragazza da un tentativo di stupro da parte di tre membri dei Castigatori, la polizia segreta del governo. In questa occasione V uccide i Castigatori e invita Evey ad assistere ad un “concerto”. Pochi minuti dopo, al suono delle campane che indicano il passaggio dal 4 al 5 novembre (in memoria della congiura delle polveri di Fawkes), V attiva le cariche da demolizione che aveva piazzato nell’Old Bailey e diffonde, tramite altoparlanti nelle strade, l’Ouverture 1812 di Pëtr Il’ic Cajkovskij.
Lo stesso 5 novembre, V attacca la principale emittente televisiva governativa BTN (British Television Network). Evey, che lavora in questo luogo, viene coinvolta suo malgrado da V nello scontro con la polizia e rimane ferita. V la porta quindi nel suo rifugio, la Galleria delle Ombre (Shadow Gallery), per sottrarla all’arresto. Inizia così il complesso rapporto tra la ragazza e il suo salvatore, il quale non esita ad uccidere spietatamente i suoi nemici per raggiungere i propri obiettivi.
Nel frattempo il governo incarica l’ispettore capo Eric Finch di scovare il pericoloso terrorista e assicurarlo alla giustizia, anche a seguito di una misteriosa catena di omicidi rivendicati da V. Tuttavia, poco a poco, il poliziotto capisce che varie cose non quadrano e, indirizzato suo malgrado dagli indizi lasciati da V, arriva vicino ad intuire l’inquietante verità riguardo alla presa del potere da parte del Fuoco Norreno. Una volta che Sutler capisce quanto Finch sia vicino alla verità, egli viene sollevato dal caso.
tumblr_nmw7qmhjFU1ush7xdo1_500Contemporaneamente alle indagini di Finch, V continua la sua vendetta personale contro coloro che, anni prima, lo avevano rinchiuso e torturato nel campo di concentramento di Larkhill. La sua prima vittima è Lewis Prothero, la “Voce di Londra”, ufficiale dell’esercito al tempo di Larkhill (e Comandante del corpo di guardia del campo stesso) che fece strage di innocenti, che viene ucciso da V in casa sua. La sua morte verrà poi giustificata dai media come un attacco cardiaco. La sua seconda vittima è il vescovo pedofilo James Lilliman, prete al tempo di Larkhill.
V si serve di Evey, facendola passare per una quindicenne, per entrare nella stanza dove il vescovo riceve le minorenni e lo uccide. La terza vittima di V è il medico legale Delia Surridge, dottoressa al tempo di Larkhill. È l’unica persona dei tre a cui V concede una morte indolore tramite veleno poiché ella si era pentita di ciò che aveva fatto al campo di Larkhill. Ogni volta che uccide un suo nemico, V lascia una rosa rossa Scarlet Carson sul luogo. Nel frattempo Evey riesce a fuggire dal controllo di V e si rifugia in casa del suo amico Gordon Deitrich, conduttore di una popolare trasmissione televisiva.
Egli accetta di ospitare la ragazza in casa sua e le mostra una stanza segreta in cui sono contenuti una gran quantità di oggetti proibiti dal partito, come il Corano e un ritratto satirico di Adam Sutler con il corpo della regina Elisabetta II. Gordon, che è inoltre “fuorilegge” essendo omosessuale, viene però arrestato e crudelmente picchiato qualche giorno dopo dai Castigatori, comandati da Creedy, per aver mandato in onda una puntata del suo show in cui prendeva in giro in modo satirico il Cancelliere Adam Sutler. Anche Evey viene apparentemente catturata dai Castigatori e rinchiusa in una cella. La donna verrà tenuta per giorni segregata all’interno della ridotta stanza, torturata, costretta a privazioni e in condizioni igieniche pessime per costringerla a rivelare identità e ubicazione del terrorista V (in quanto lei viene ormai vista come sua complice). Il suo unico conforto è una lettera scritta su carta igienica e lasciata in un buco del muro da Valerie Page, una donna incarcerata perché lesbica che sembra aver occupato la cella adiacente.
A seguito dell’ennesimo rifiuto della ragazza di rivelare qualcosa, anche sotto minaccia di morte, il suo aguzzino dichiara che è libera e può andarsene. Evey, stupita, imbocca un corridoio che la porta nella Galleria delle Ombre, dove scopre che il suo torturatore non era altro che V stesso, che voleva renderla una persona più forte caratterialmente e farle passare la paura della morte. In questa occasione V confessa alla donna il suo passato a Larkhill e le spiega che tutto ciò che ha passato lei in quegli ultimi giorni lo ha passato anche lui allora. Le rivela inoltre che la lettera che lei aveva trovato gli era stata data dalla vera Valerie, sua vicina di cella al tempo di Larkhill. V la informa anche con rammarico della morte di Gordon, ucciso dagli uomini di Creedy a seguito della beffa nei confronti dell’Alto Cancelliere durante la trasmissione televisiva.
Finalmente giunge il 5 novembre 2020; ad un anno dalla sua prima, clamorosa azione dimostrativa, V è pronto per il suo atto finale. La conclusione della sua grandiosa opera teatrale sarà la distruzione del Parlamento, simbolo supremo del marcio che si è insediato nel paese, lanciando un treno carico di esplosivi sotto al palazzo. Prima di fare ciò V ricatta astutamente il crudele Creedy, portandolo a tradire Sutler. V fa uccidere Sutler da Creedy, dopo avergli messo una rosa all’occhiello, e riesce poi, dopo un duro scontro, ad uccidere da solo anche lo stesso Creedy e i suoi uomini, rimanendo tuttavia gravemente ferito durante lo scontro con questi ultimi.4
Ormai morente, V dichiara il suo amore per Evey, con la speranza di non essere mai dimenticato. La ragazza, dopo avere dato l’addio al suo mentore, aziona il treno imbottito di esplosivo diretto verso il Parlamento, con il cadavere di V posizionato al suo interno come in una tomba. L’ispettore Eric Finch giunge sul posto prima che Evey azioni la leva ma non la ostacola, comprendendo l’importanza del gesto che sta per compiere. Quella notte tutta Londra si mobilita ed indossa la maschera di Guy Fawkes che V stesso aveva spedito giorni prima ad ogni cittadino.
L’esercito, in assenza di ordini, rimane passivo e il popolo prende pacificamente il controllo della zona, e mentre il Parlamento esplode tra i fuochi d’artificio, i cittadini, che avevano rinunciato simbolicamente alla loro identità indossando le maschere di V (da lui stesso inviate a tutti i cittadini di Londra), riacquistano la propria individualità levandosi la maschera (tra la folla mascherata sono presenti non solo cittadini, ma anche membri dell’equipe del governo ormai caduto e, simbolicamente, le vittime delle violenze di quegli anni: Valerie e Ruth, Gordon, la bambina con gli occhiali). Infine, Evey, alla domanda di Finch circa l’identità di V, risponde «Era Edmond Dantès. Ed era mio padre e mia madre, mio fratello, un mio amico, era lei, ero io, era tutti noi».

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Una Spina Nel Cuore

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Una spina nel cuore
Un film di Alberto Lattuada. Con Antonella Lualdi, Gastone Moschin, Sophie Duez, Anthony Delon. Cyrus Elias, Angelo Infanti, Leonardo Treviglio, Enzo Spitaleri
Drammatico, durata 86 min.
Italia 1986.

1

 

2Un piccolo paesino sulle rive del lago d’Orta fa da sfondo alla storia d’amore tra Guido, ragazzo pigro e annoiato, e Caterina, una giovane donna dal passato misterioso e dall’umore mutevole. Guido cerca di scoprire i segreti di Caterina, che però fugge, sposa un garzone di macelleria e finisce morta nel lago, lasciando all’ex amante i dubbi e i ricordi. Tratto dall’omonimo romanzo di Piero Chiara, il film di Lattuada riesce a ricostruirne i misteriosi chiaro-scuri.

 

 

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Domino

Domino
Un film di Tony Scott. Con Keira Knightley, Mickey Rourke, Edgar Ramirez, Delroy Lindo, Christopher Walken, Jacqueline Bisset, Mena Suvari, Dabney Coleman, Lucy Liu, Rizwan Abbasi, Kel O’Neill, Stanley Kamel, Mo’Nique, Macy Gray, Brian Austin Green, Ian Ziering, Peter Jacobson, T.K. Carter
Azione, durata 125 min.
Francia, USA 2005.

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Il film è ispirato alla vera storia di Domino Harvey, figlia di una modella e di un attore (Laurence Harvey), che intraprende la carriera della cacciatrice di taglie, ed è dedicato alla sua memoria.
Tra i tanti attori, appaiono nel ruolo di sé stessi Ian Ziering e Brian Austin Green, mentre si possono vedere archivi fotografici di Shannen Doherty, Gabrielle Carteris, Jason Priestley e Jennie Garth.
Tony Scott predilige una messa in scena barocca, con inquadrature irregolari, un intenso utilizzo della camera a mano, colori supersaturi con verde, ocra e nero dominanti e una colonna sonora invasiva e onnipresente.

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Domino è una cacciatrice di taglie che vive in Inghilterra. Quando ha soli quattro anni il padre muore, e così la madre inizia a cercare un nuovo marito, lasciando la bambina in collegio. Ispirata da un’intervista sulla serie tv Beverly Hills 90210, la madre decide di trasferirsi, con il nuovo marito e Domino a Beverly Hills. Qui, Domino inizia ad appassionarsi alle armi come i nunchaku. Viene mandata in nuovo college e la madre la convince ad entrare in una confraternita femminile, ma per Domino cominciano le umiliazioni.

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Dopo una reazione violenta ad uno scherzo, Domino viene espulsa dal college e decide di tentare la carriera di modella, ma anche qui finisce con il picchiare una collega sulla passerella durante una sfilata. Interrotta anche questa carriera, Domino capisce di voler vivere la vita a modo suo. Legge di un seminario per diventare cacciatore di taglie, e decide di andarci. Dopo una breve introduzione, alcuni cacciatori di taglie del seminario, Ed e Choco cercano di scappare ma Domino se ne accorge in tempo e li blocca; dice ai due che sta cercandi un lavoro e mostra la sua abilità con le armi. Ed, dapprima poco convinto decide di darle una possibilità.

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Durante la sua prima missione rischia di combinare un disastro ma riesce comunque a trovare il suo uomo. I tre iniziano così a lavorare insieme, anche se Choco non sembra molto contento. Il tempo passa e i tre diventano inseparabili. Al trio si aggiunge anche Alf, un autista afgano.
tumblr_lv2glsbNrR1qme0u5o1_500Intanto Domino diventa sempre più famosa e viene eletta Cacciatrice di taglie dell’anno, nel contempo viene contattata dal produttore Mark Heiss che vuole lei e i suoi colleghi per un programma televisivo chiamato Bounty Squad: nel programma saranno affiancati da due attori di Beverly Hills 90210, Ian e Brian. Domino e gli altri accettano.

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Rocco E I Suoi Fratelli

Rocco e i suoi fratelli
Un film di Luchino Visconti
Con Claudia Cardinale, Alain Delon, Roger Hanin, Katina Paxinou, Annie Girardot, Renato Salvatori, Alessandra Panaro, Claudia Mori, Corrado Pani, Spiros Focas, Suzy Delair, Paolo Stoppa, Nino Castelnuovo, Max Cartier, Adriana Asti, Rocco Vidolazzi, Franca Valeri, Rosario Borelli, Renato Terra, Enzo Fiermonte, Eduardo Passarelli, Saveur Chioca, Emilio Rinaldi, Bruno Fortilli, Becker Masoero, Rocco Mazzola, Gino Seretti, Felice Musazzi, Luigi Basagaluppi
Drammatico, b/n durata 180 min.
Italia 1960

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Rocco e i suoi fratelli è ispirato al romanzo Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori. Il titolo del film è una combinazione tra l’opera Giuseppe e i suoi fratelli di Thomas Mann e il nome di Rocco Scotellaro, poeta che descriveva le condizioni dei contadini meridionali e di cui Visconti era un grande estimatore.I cinque fratelli vengono presentati, durante la narrazione, in abbinamento alle cinque dita della mano, di cui Rocco rappresenta il dito medio.

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Alla morte del marito, la lucana Rosaria Parondi si trasferisce a Milano, dove abita il primogenito Vincenzo, con gli altri quattro figli maschi: Simone comincia una carriera nella boxe, Rocco fa il garzone in una stireria, Ciro va a lavorare in fabbrica e Luca, il minore, rimane a casa con la madre. L’ossessione di Simone per la prostituta Nadia, della quale si invaghirà anche Rocco, porterà alla tragedia e alla disgregazione della famiglia Parondi.4
A dodici anni da La terra trema, Luchino Visconti torna ad occuparsi della questione meridionale, questa volta, dal punto di vista di chi è costretto ad emigrare: le difficoltà di adattamento in una nuova realtà sociale, la condizione di chi si sente straniero in una città ostile, tra sogni di ritorno alla terra natia e voglia di integrazione, un certo verismo nelle modalità di racconto fanno di Rocco e i suoi fratelli un seguito ideale del precedente capolavoro ispirato a “I Malavoglia”. Anche qui c’è una fonte letteraria precisa, la raccolta “Il ponte della Ghisolfa” di Giovanni Testori, cui si aggiungono suggestioni da altre opere quali 7“Giuseppe e i suoi fratelli” di Thomas Mann, “L’idiota” di Dostoevskij e “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, che il regista portò in teatro solo due anni prima. Ma al di là della sua dimensione di saga famigliare, evidentissimi gli echi verghiani, di maestoso romanzo popolare, questo capolavoro del cinema anni Sessanta è soprattutto un grande melodramma, un miscuglio sapientissimo di sentimenti forti, pulsioni ancestrali e arcaiche, uno dei risultati più alti di Visconti, che mette in scena la sua Milano attraverso gli occhi di chi ne è respinto, allontanato, fagocitato.
Compatta da un punto di vista drammaturgico, poderosa da quello descrittivo, è il caso di un’opera in grado di superare l’evidente carica ideologica grazie a virtù riferibili ad una mano registica che ha pochi eguali: «I valori assai alti di Rocco e i suoi fratelli […] vanno, come al solito, individuati, più che 5nelle intenzioni ideologiche, nella concentrata densità drammatica del racconto, nella sua grandiosità epico-melodrammatica e drammaturgico-romanzesca, nei livelli altissimi della scrittura filmica e dell’orchestrazione polifonica, nella potenza con cui vengono delineati i sentimenti e fatte esplodere le passioni» (Lino Micciché, Luchino Visconti, Marsilio).
6Fu osteggiato dalla censura che impose un insensato “annerimento” nella sequenza dello stupro di Nadia, tra le scene madri più forti e sconvolgenti di tutto Visconti. Il titolo è un duplice omaggio che mescola insieme “Giuseppe e i suoi fratelli” di Mann e il nome di Rocco Scotellaro, scrittore e poeta interessato alla cultura e alla società contadina, di cui il regista era un appassionato lettore.
                                                                                     (Marco Chiani for MyMovies)

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La Sbandata

La sbandata
Un film di Alfredo Malfatti.
Con Luciana Paluzzi, Domenico Modugno, Eleonora Giorgi, Umberto Spadaro, Pippo Franco, Franco Agostini
Commedia, durata 90 min.
Italia 1975

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Salvatore Samperi ricusò la paternità del film facendolo firmare da Alfredo Malfatti, fino ad allora (e da allora in poi) poco noto documentarista, come del resto risulta da varie interviste e testimonianze, una delle più inequivocabili è quella rilasciata di recente a “Nocturno” da Eleonora Giorgi, la quale, alla domanda “ma chi diresse il film?” risponde testualmente: «Samperi! Alfredo Malfatti era il suo aiuto regista che però era costretto a firmare il film e Samperi si spostò in alto come produttore, ovvero “Salvatore Samperi presenta”, perché lui era sotto contratto con Clementelli-Cinélite, mentre questo era un film Lombardo-Titanus e sorsero problemi di natura giuridica. La sbandata lo ricordo tantissimo, perché fu la prima volta che andai a lavorare a sud di Roma. Giravamo a Sant’Alfio, un paesino della cinta etnea. Fu il primo film dove sono stata a mio agio perché Salvatore [Samperi] era un po’ più giovane, aveva una troupe tutta più giovane.
Quando Eleonora Giorgi interpreta il ruolo di Maria (detta Mariuccia) nel film di Samperi, ha la stessa età del personaggio nel romanzo di Buttitta, cioè 21 anni.

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Salvatore Cannavone, dopo essere emigrato negli Stati Uniti e avervi lavorato per trent’anni come calzolaio, torna nella natia Sicilia carico di denaro e bene accolto dalla famiglia del fratello Raffaele. Durante la convivenza, nasce una tresca tra il maturo “zio d’America” e l’avvenente nipote Mariuccia, tacitamente tollerata ed anzi favorita dai genitori della ragazza, al fine di ricavarne un vantaggio economico.

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